L’IMU per il 2025 prevede una serie di esenzioni e agevolazioni fiscali che possono ridurre, in alcuni casi fino ad azzerare, il carico tributario per specifiche categorie di contribuenti e immobili. Restano confermati molti dei meccanismi di sconto e esenzione applicati negli anni precedenti, sia a livello nazionale sia con possibili integrazioni o modifiche locali stabilite dai singoli comuni. La disciplina è articolata e si basa su requisiti specifici, modalità di utilizzo dell’immobile e condizioni soggettive del contribuente.
Esenzione totale: chi non paga l’IMU nel 2025
L’imposta municipale propria (IMU) è dovuta soltanto nei casi previsti dalla normativa, ed esistono numerose fattispecie di esenzione totale:
- Abitazione principale non di lusso e pertinenze: è esclusa dal pagamento dell’IMU l’abitazione in cui il proprietario o il titolare di diritto reale risiede anagraficamente e dimora abitualmente, purché non rientri nelle categorie catastali di pregio (A/1, A/8, A/9). Le relative pertinenze (ad esempio box o cantina) sono anch’esse esenti, nel limite di una per ciascuna categoria catastale.
- Immobili rurali e terreni agricoli: gli immobili e i fabbricati classificati come rurali destinati ad attività agricole sono esentati, così come i terreni agricoli nei comuni montani o posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola.
- Immobili degli enti non commerciali: sono esenti dall’IMU gli immobili utilizzati esclusivamente per finalità specifiche di assistenza, beneficenza, culto, educazione, ricerca scientifica, attività culturali, secondo quanto previsto dalle norme di settore.
- Immobili inagibili, collabenti o colpiti da eventi eccezionali: è applicata l’esenzione o comunque la riduzione della base imponibile, per immobili dichiarati inutilizzabili o inabitabili con idonea certificazione, così come quelli danneggiati da eventi naturali (ad esempio terremoti).
- Immobili occupati abusivamente: se il proprietario ha presentato regolare denuncia all’autorità e ha avviato gli opportuni procedimenti di rilascio, l’obbligo tributario decade o viene sospeso.
- Fabbricati destinati ad uso pubblico: immobili di proprietà pubblica o destinati a finalità istituzionali non sono soggetti all’imposta.
È importante sottolineare che la categoria di abitazione principale differisce radicalmente dagli immobili di lusso (categorie A/1, A/8 e A/9): questi ultimi restano sempre soggetti all’IMU, anche se usati come residenza principale.
Riduzioni e sconti sull’IMU 2025
Accanto all’esenzione totale, la normativa IMU prevede anche riduzioni percentuali dell’imposta dovuta in determinate situazioni:
- Comodato d’uso gratuito a parenti di primo grado: se il proprietario concede un immobile in comodato gratuito a genitori o figli, e ricorrono precisi requisiti formali (contratto registrato, residenza anagrafica sia del comodante che del comodatario nello stesso comune, possesso di un solo altro immobile oltre all’abitazione principale), la base imponibile è dimezzata (sconto del 50%) per gli immobili non di lusso. La riduzione non si applica alle categorie catastali di pregio.
- Immobili inagibili o inabitabili: in presenza di certificazione che attesti la condizione di inagibilità e l’effettivo non utilizzo, la base imponibile è ridotta del 50%.
- Immobili di interesse storico o artistico: godono di una riduzione del 50% sulla base imponibile, secondo le disposizioni del Codice dei Beni Culturali italiani e integrate dal regolamento comunale.
- Immobili in locazione a canone concordato: in caso di affitto con contratto stipulato secondo le condizioni definite dagli accordi territoriali (canone concordato), l’IMU dovuta è ridotta del 25%. Questa agevolazione è confermata anche per il 2025 e si aggiunge a eventuali ulteriori benefici comunali.
- Pensionati esteri: gli anziani che percepiscono pensione maturata in uno Stato diverso dall’Italia, ma in regime di convenzione internazionale, possono pagare la metà dell’IMU su un solo immobile ad uso abitativo posseduto in Italia (sempre che non sia affittato o locato).
I benefici in questione non sono cumulabili: nel caso si abbia diritto a più agevolazioni sulla stessa unità immobiliare, si applica solo la più favorevole.
Requisiti, dichiarazioni obbligatorie e controllo dei comuni
L’accesso alle esenzioni e agevolazioni IMU non è automatico: occorre rispettare sia requisiti anagrafici e catastali che vincoli burocratici ben specificati dalla legge e spesso richiamati dai regolamenti comunali.
- Dichiarazione IMU: in molti casi, soprattutto per accedere agli sconti legati a situazioni particolari (come il comodato gratuito o l’inagibilità), è richiesta la presentazione di una dichiarazione IMU entro i termini previsti. È necessario allegare tutta la documentazione idonea a provare la sussistenza delle condizioni di agevolazione.
- Contratto registrato: per il comodato d’uso la legge impone che il contratto sia regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate, pena la perdita dello sconto.
- Residenza e dimora: le riduzioni richiedono, di regola, che proprietario e utilizzatore dell’immobile abbiano residenza e dimora abituale nello stesso comune.
- Controllo comunale: i comuni possono verificare la situazione dichiarata attraverso accessi agli atti, richieste di chiarimenti o controlli diretti, e hanno facoltà di modificare le aliquote e prevedere ulteriori esenzioni e agevolazioni specifiche per il proprio territorio.
Il consiglio operativo è di monitorare periodicamente le delibere comunali che vengono pubblicate sul sito del proprio comune di residenza specialmente nella prima metà dell’anno, e se necessario consultare un esperto fiscale autorizzato.
Focus su casi particolari e novità locali
Alcune agevolazioni sono il frutto di decisioni comunali specifiche. Ad esempio, in molti comuni montani i terreni agricoli risultano esenti senza limiti ulteriori, mentre altre amministrazioni possono concedere ulteriori esenzioni, ad esempio a immobili utilizzati dalle ONLUS o in zone particolarmente disagiate. Per quanto concerne le delibere comunali sulle aliquote, esse possono ridurre ulteriormente l’IMU su specifiche tipologie di immobili rilevanti per la comunità locale (ad esempio botteghe storiche, sedi di associazioni culturali, teatri).
Non va dimenticato che la verifica dei requisiti di esenzione per ogni singolo mese di possesso è richiesta dalla disciplina vigente: ciò significa che se i presupposti decadono anche per un solo mese dell’anno, l’esenzione per quell’immobile si interrompe e bisogna calcolare l’IMU per quel periodo. Rimangono, infine, le disposizioni legate a situazioni di calamità, con esenzione totale o temporanea per immobili resi inagibili da eventi straordinari.
Per chi acquista una casa da destinare a prima abitazione, l’esenzione si applica solo se la residenza viene trasferita nell’immobile entro 18 mesi dall’atto di acquisto, pena la decadenza dal beneficio.
La disciplina IMU, quindi, si fonda su una complessa regolamentazione nazionale e locale che richiede un’attenzione costante alle regole, ai requisiti e alle eventuali novità annuali. Il supporto di fonti affidabili e della consulenza specializzata risulta essenziale per non perdere importanti benefici fiscali e per rispettare tutte le scadenze obbligatorie.
Fra gli istituti coinvolti, bisogna citare le norme inerenti i beni culturali e storici, nonché i riferimenti alle categorie catastali, mentre gran parte delle regole tecniche su aliquote, agevolazioni e obblighi documentali possono essere approfondite su fonti istituzionali e a livello di singolo imposta municipale unica (IMU) e catasto.