Soffri di osteoporosi? Non bere questa acqua comune: ecco quale scegliere per rinforzare le ossa

L’osteoporosi è una patologia che colpisce milioni di persone e si caratterizza per una marcata riduzione della densità minerale ossea, rendendo così le ossa fragili e suscettibili a fratture anche a seguito di traumi lievi. Tra i vari fattori che incidono sulla salute dello scheletro, la corretta idratazione, e soprattutto la scelta dell’acqua gioca un ruolo più importante di quanto si possa pensare. Molte persone trascurano infatti la quantità e la qualità di calcio assunto quotidianamente attraverso l’acqua, privilegiando spesso marche poco adatte o addirittura controindicate per chi soffre di demineralizzazione ossea.

L’importanza dell’acqua per chi soffre di osteoporosi

L’acqua potabile rappresenta una fonte preziosa e altamente biodisponibile di calcio, un minerale fondamentale per la salute delle ossa. Il calcio contenuto nell’acqua è infatti già in forma ionica, dunque facilmente assorbibile e utilizzabile dall’organismo umano, superando, in bioaccessibilità, alcune fonti alimentari tradizionali che possono essere più difficilmente assimilate. L’assunzione regolare di acque ricche di calcio viene raccomandata anche dal Ministero della Salute come parte integrante di una strategia preventiva e terapeutica contro l’osteoporosi, soprattutto quando si è in presenza di carenze o di aumentato fabbisogno.

Non tutte le acque, però, sono uguali: la composizione minerale dell’acqua varia in modo significativo da una sorgente all’altra, e alcune tipologie comunemente reperibili nei supermercati possono addirittura risultare inadatte se si desidera rafforzare la struttura ossea.

Quali acque evitare: perché scegliere con attenzione

Molte acque oligominerali, largamente promosse per il loro gusto leggero e per il presunto “potere diuretico”, presentano però un basso tenore di calcio (inferiore a 50 mg/l) e un contenuto relativamente alto di sodio. Bere con costanza queste acque, pur svolgendo una buona funzione di idratazione generale, apporta un quantitativo trascurabile di minerali utili alle ossa e, in caso di presenza di sodio superiore ai 20 mg/l, può addirittura interferire con i meccanismi di fissazione del calcio nei tessuti ossei.

Se soffri di osteoporosi, è quindi sconsigliato preferire acque:

  • Oligominerali povere di calcio (spesso sotto i 50 mg/l);
  • Con alto contenuto di sodio (oltre 20 mg/l), che potrebbe promuovere l’escrezione renale di calcio riducendo così la disponibilità per lo scheletro;
  • Bicarbonato-povere, poiché il bicarbonato aiuta ad alcalinizzare l’organismo e a contrastare l’acidificazione, che può facilitare la perdita di minerali ossei.
  • Nonostante queste tipologie siano spesso pubblicizzate per altri benefici (digestione, drenaggio), nel caso specifico dell’osteoporosi si rivelano perlopiù neutre, se non addirittura controproducenti per il mantenimento di ossa forti e sane.

    Le caratteristiche dell’acqua ideale per le ossa

    La scelta ideale per chi desidera prevenire o contrastare la perdita di massa ossea si indirizza chiaramente verso le acque definite “mediominerali” e, in particolare, quelle “bicarbonato-calciche” e “iposodiche”. Secondo le più recenti indicazioni nutrizionali, le caratteristiche ottimali dell’acqua da preferire sono:

  • Calcio superiore a 200 mg/l
  • Sodio inferiore a 20 mg/l
  • Bicarbonato in valori elevati (>600 mg/l)
  • Queste proprietà garantiscono un apporto significativo di calcio in forma altamente assimilabile, supportato dall’azione alcalinizzante dei bicarbonati che contribuiscono a mantenere il pH fisiologico del sangue e dei tessuti, ostacolando i fenomeni di demineralizzazione. Bere almeno 1-1,5 litri al giorno di acqua con queste caratteristiche rappresenta una via naturale e pratica per integrare la dieta quotidiana senza introdurre grassi, colesterolo o zuccheri, inconvenienti spesso associati al consumo di latticini e derivati.

    Quali marche di acque scegliere e come interpretare le etichette

    Nel panorama delle acque minerali disponibili in Italia, esistono molte varianti che soddisfano i requisiti sopracitati. È importante leggere sempre con attenzione l’etichetta, in quanto la normativa impone la dichiarazione delle concentrazioni dei principali minerali:

  • Ferrarelle: circa 400 mg/l di calcio;
  • Grazia: circa 361 mg/l di calcio;
  • Sangemini: circa 300 mg/l di calcio;
  • Lete: circa 280 mg/l di calcio;
  • Sant’Agata: 280 mg/l di calcio;
  • Queste acque possiedono inoltre un residuo fisso abbastanza elevato e un basso contenuto di sodio, risultando quindi particolarmente adatte per chi ha già una diagnosi di osteoporosi o desidera prevenirla.

    Come scegliere al supermercato

    Per essere certi di portare a casa un’acqua davvero indicata per il rinforzo delle ossa, cerca sull’etichetta le seguenti indicazioni:

  • Bicarbonato-calcica” tra le denominazioni;
  • Un valore di calcio (Ca2+) superiore a 200 mg/l;
  • Un valore di sodio (Na+) inferiore a 20 mg/l;
  • Un residuo fisso in genere superiore a 500 mg/l, ma senza eccedere per evitare di appesantire il lavoro renale.
  • Assorbimento del calcio e considerazioni nutrizionali

    Uno dei vantaggi principali dell’assunzione di calcio attraverso l’acqua minerale risiede nella sua elevata biodisponibilità: essendo già disciolto in forma ionica, non richiede complesse trasformazioni a livello gastrointestinale, come può invece accadere con il calcio presente negli alimenti, spesso legato a fibre, ossalati o altri componenti che ne ostacolano l’assorbimento.

    Un consumo regolare di acque ricche di calcio consente dunque di integrare facilmente i fabbisogni giornalieri, che secondo le linee guida italiane per l’età adulta si attestano mediamente su 1000-1200 mg al giorno. È bene ricordare, tuttavia, che l’acqua deve essere parte di uno stile di vita complessivamente mirato alla prevenzione della fragilità ossea: uno stile alimentare equilibrato, regolare esposizione solare per favorire la sintesi di vitamina D, e attività fisica adeguata sono elementi altrettanto irrinunciabili.

    Integrazione, stili di vita e precauzioni

    Nonostante il contributo dell’acqua, in alcuni casi di osteoporosi avanzata o patologica può rendersi necessario ricorrere anche ad altre forme di integrazione minerale o farmacologica, sempre previa valutazione specialistica. Vale la pena sottolineare come l’assunzione eccessiva di sodio, frequente nella dieta occidentale, sia un importante fattore predisponente alla perdita ossea poiché promuove la calciuria, ovvero la perdita renale di calcio. Ecco perché la scelta accurata della tipologia di acqua può realmente fare la differenza nella gestione quotidiana della malattia.

    Inoltre, per le persone con comorbidità o con funzionalità renale compromessa, è consigliato consultare il medico prima di aumentare significativamente l’introito di acque ad alto residuo fisso per evitare possibili sovraccarichi dell’apparato escretore.

    Il gesto semplice del bere ogni giorno la giusta acqua rappresenta dunque un alleato alla portata di tutti nella battaglia contro l’osteoporosi, in un’ottica di prevenzione attiva e consapevole.

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